Nei primi articoli del nostro blog ci siamo incentrati sulla traduzione scritta, con particolare riguardo alle minacce che sta subendo dall’evoluzione tecnologica e dagli sforzi di perfezionamento della traduzione automatica. Come abbiamo dimostrato, però, queste minacce non hanno ancora minato la superiorità della traduzione umana, che rimane la traduzione di più alto livello.

Ci siamo accorti tuttavia che occorre fare chiarezza su un’altra questione, che si trova a monte rispetto a tutti gli argomenti trattati finora. Molti clienti, quando ci contattano per eventi particolari ci richiedono un “traduttore orale”, un “traduttore simultaneo” o addirittura un “traduttore per eventi”. Ebbene, tale figura non esiste. O meglio, esiste, ma non si chiama così.

Interpreti e traduttori, diciamo, sono fratelli nello stesso ambito lavorativo. Un professionista può decidere di lavorare solo come interprete, solo come traduttore o se svolgere entrambi gli incarichi, ma, dovendo definire le due mansioni, diremo che l’interprete lavora oralmente, mentre il traduttore lo fa per iscritto.

Un professionista può decidere di lavorare solo come interprete, solo come traduttore o se svolgere entrambi gli incarichi.

L’interpretariato si definisce come “l’attività, la funzione, la carriera dell’interprete, di colui cioè che presta la propria opera per la traduzione orale da lingue straniere”. Mentre il traduttore si occupa della resa in un’altra lingua di documenti, libri, e in generale di qualsiasi testo scritto, l’ambiente di lavoro dell’interprete comprende fiere, conferenze, trattative di lavoro, dunque qualsiasi ambito che richieda un lavoro di traduzione non scritta, ma orale.

In base alla situazione e al numero di persone presenti, l’interpretariato può essere di varie tipologie:

  • interpretariato “sussurrato”, o chuchotage: tale servizio consta nel sussurrare direttamente nell’orecchio di uno o due ospiti la traduzione di un determinato evento in un’altra lingua. Tale interpretariato è dunque rivolto a un numero ristretto di ospiti “stranieri”, per i quali non è necessario un servizio di consecutiva o di simultanea;

L’interpretariato di trattativa non richiede alcun supporto tecnologico, e l’interprete traduce di volta in volta, prima da una lingua all’altra e poi viceversa, le “battute” dei vari soggetti che prendono parola.

  • interpretariato di trattativa, o dialogico: questa tipologia di interpretariato viene spesso utilizzata nell’ambito giuridico (presso i notai, ad esempio), o in quello commerciale, durante le discussioni relative alle condizioni commerciali fra due controparti di due paesi diversi, ad esempio, ma anche ai matrimoni. L’interpretariato di trattativa non richiede alcun supporto tecnologico, e l’interprete traduce di volta in volta, prima da una lingua all’altra e poi viceversa, le “battute” dei vari soggetti che prendono parola;
  • interpretariato consecutivo, detto semplicemente “consecutiva”: questo servizio è destinato a un pubblico più numeroso rispetto a quanto descritto precedentemente, e avviene, per così dire, in differita. L’interprete ascolta un intero intervento in lingua, e nel frattempo prende appunti servendosi di un particolare e personale sistema di presa d’appunti. In un secondo momento l’interprete riprodurrà l’intervento in un’altra lingua. È importante notare che il sistema di presa d’appunti serve appunto a riprodurre fedelmente il discorso precedentemente ascoltato: l’interprete, infatti, non ne fa un riassunto, ma lo riporta in tutte le sue parti;
  • interpretariato simultaneo: questa tipologia è la più complessa e, al contempo, quella che si rivolge al numero di persone. Il target di tale servizio partecipa solitamente a conferenze, congressi o convegni i cui relatori provengono da diverse parti del mondo. L’interpretariato di simultanea si serve di vari supporti tecnologici, come computer, microfoni e cuffie (per gli interpreti e per il pubblico). Gli interpreti traducono da una cabina, che nelle sale da conferenza è solitamente già predisposta. Come si evince dal nome, la traduzione in questo caso avviene in maniera simultanea: mentre l’oratore parla, il pubblico riceve già nella cuffia la traduzione.

Dunque, in caso di eventi in cui è necessaria una traduzione orale, ciò che vi servirà è un interprete. Se ancora avete dubbi o domande sul tipo di interprete che si addice al meglio al vostro evento, potete contattarci senza impegno. Saremo lieti di analizzare il vostro caso ed eventualmente di fornirvi l’interprete adeguato alle vostre necessità.

L.G.

FontE:

Treccani, lemma interpretariato