Non è raro trovare in un annuncio di lavoro o nei vari bandi di candidatura richieste di traduzioni giurate di documenti di stato civile, attestati di laurea, diplomi e chi più ne ha, più ne metta, soprattutto in caso di domanda di cittadinanza italiana oppure offerte di lavoro o corsi di laurea o master all’estero. Questo punto vi fa desistere dal presentare candidature a quello che forse potrebbe essere il vostro lavoro dei sogni o il percorso di studi più adatto alle vostre attitudini, oppure vi ostacola dall’ottenere la cittadinanza? Ma no! Bastano pochi semplici passi e, soprattutto, occorre rivolgersi a dei professionisti.

Cos’è la traduzione giurata?

È la traduzione di atti, certificati, contratti, attestati e altri tipi di documenti giuridici o giuridicamente vincolanti (inclusi quelli personali, come passaporti e patenti) che necessitano, in seguito, di un giuramento in tribunale. È essenziale riportare esattamente tutte le diciture e tutti i dati presenti sull’originale, nonché la presenza di firme, timbri ed eventuali marche da bollo. È questo che, oltre al contenuto, caratterizza davvero una traduzione di natura giuridica, almeno dal punto di vista formale. Poi, ovviamente, traduttori e revisori devono obbligatoriamente avere una conoscenza approfondita del sistema giuridico italiano e di quello della lingua da o in cui traducono, nonché della terminologia tipica di ogni branca del diritto. Insomma, devono essere considerati “traduttori giurati”, benché questa figura, a differenza di altri Paesi, in Italia non esista.

È importante rivolgersi a un professionista, poiché la persona interessata non può tradurre autonomamente un documento che lo riguarda, se questo dovrà essere giurato.

Il giuramento (o, tecnicamente, asseverazione) è un procedimento che prevede la pronuncia di una formula di fronte al Giudice di Pace o al funzionario giudiziario, l’apposizione di timbri e di marche da bollo e la stesura e firma di un verbale. Come “prodotto finale” risulterà dunque un “libretto”, in gergo “plico”, rilegato e composto da originale, relativa traduzione e verbale firmato. Per questi casi è importante rivolgersi a un professionista, poiché la persona interessata non può tradurre autonomamente un documento che lo riguarda, se questo dovrà essere giurato (anche perché, onestamente, è meglio lasciar fare il traduttore a chi lo è di professione). Dovrà essere il traduttore o il revisore ad apporre la propria firma sul verbale, attestando sia la fedeltà all’originale, sia la sua terzietà rispetto a quanto sta traducendo. Infine, firmando il verbale, il traduttore si sta assumendo la responsabilità di quanto tradotto.

Adesso candidarvi per il lavoro o il percorso di studi dei vostri sogni oppure presentare i documenti per richiedere la cittadinanza vi sembra a portata di mano? In realtà lo è sempre stato: se vi rivolgete a traduttori professionisti, potrete ottenere il vostro “plico” giurato in pochissimo tempo, direttamente a casa vostra e con la garanzia della conformità legale.

Ah, poi ci sarebbe la questione dell’apostilla.

L.G.

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