Andare a studiare all’estero è per molti un sogno che diventa realtà, mentre per altri rappresenta l’unica alternativa possibile. Storiche università inglesi, prestigiosi campus americani, dormitori sovietici d’altri tempi: quando si sogna a occhi aperti si immagina attraversare questi luoghi e respirare la storia e la cultura…

Ma basta sognare! Bisogna sempre ricordarsi di avere tutta la documentazione conforme ai requisiti previsti dall’università. Solitamente le università richiedono la traduzione giurata dei titoli di studio, ma il solo giuramento (o asseverazione) potrebbe non essere sufficiente. In alcuni casi, infatti, i documenti originali devono essere anche legalizzati o apostillati.

Come agenzia di traduzione professionale specializzata in traduzione giurata e legalizzazione, ci capita spesso di svolgere lunghe ricerche per capire se, ad esempio, un certificato di laurea redatto in Russia debba essere legalizzato (o apostillato) o meno. Che cosa abbiamo scoperto?

Regola generale

Secondo le disposizioni del ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, ogni documento rilasciato da autorità straniere, affinché sia valido in Italia, deve essere legalizzato presso le Ambasciate o i Consolati italiani all’estero. Ciò vale sicuramente anche per titoli di studio, certificati di laurea e altra documentazione emessa dalle università straniere. Viceversa, se ho un titolo di studio rilasciato da un’università italiana e intendo proseguire i miei studi all’estero dovrò sicuramente procedere con una legalizzazione – ma ogni regola ha la sua eccezione, ed è proprio il caso dei documenti emessi in Italia.

Convenzione dell’Aia

L’Italia, insieme a molti altri paesi, aderisce alla Convenzione dell’Aia del 1961, che sostituisce la legalizzazione con l’apposizione dell’apostilla. L’apostilla è un particolare timbro che contiene dati essenziali di corredo al documento, come nome e carica di chi l’ha firmato. Alla Convenzione dell’Aia aderiscono tutti gli Stati membri dell’Unione europea, la Russia, l’Ucraina, gli Stati Uniti e moltissimi altri paesi del mondo (elenco completo e aggiornato sul sito della Conferenza dell’Aia).

La firma della Convenzione dell’Aia e l’adesione di molti paesi ha velocizzato il processo di legalizzazione: ora il titolare del documento redatto in Italia può richiedere l’apostilla presso la Prefettura e avere rapidamente il proprio documento legalizzato. A quel punto può procedere con la traduzione, il giuramento e la successiva apostillazione della traduzione presso la nostra agenzia di traduzione professionale.

Altre convenzioni

Nei due paragrafi precedenti abbiamo affrontato i casi più diffusi, che possiamo così riassumere: il paese dove il documento è stato emesso aderisce o no alla Convenzione dell’Aia? In generale, quando conosciamo la risposta alla domanda sappiamo come agire. Ci sono però altre due convenzioni da tenere in considerazione:

  1. Convenzione europea di Bruxelles: secondo questa convenzione del 1987, i titoli rilasciati dai suoi paesi firmatari sono esenti sia da legalizzazione che da apostille. I paesi in questione sono Belgio, Danimarca, Francia e Repubblica d’Irlanda.
  2. Convenzione di Roma: firmata nel 1969, questa convenzione esonera dalla legalizzazione e dall’apostillazione tutti i documenti emessi nella Repubblica Federale di Germania.

La legalizzazione e l’apostillazione sono dunque passaggi necessari per evitare sorprese quando si consegnano i documenti di iscrizione a un’università all’estero. Informarvi con anticipo e rivolgervi a un’agenzia di traduzione professionale come OLÈXICA potrebbe salvarvi la vita, garantendovi una traduzione precisa e conforme alle normative internazionali ed evitandovi la scocciatura di dover far rifare la traduzione per la mancanza di un timbro.

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