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Perché vale ancora la pena di affidarsi a un traduttore umano?

Il traduttore umano sarà veramente sostituito dalle macchine?

Dagli ultimi anni la tecnologia è sempre più al servizio di molte professioni, fra cui quelle inerenti al mondo della traduzione. L’immagine del traduttore chino a trascrivere a penna, a lume di candela, immensi volumi pieni di correzioni e ripensamenti è ormai obsoleta; ora anche noi traduttori lavoriamo al computer e siamo sempre online.

Tuttavia, a nostro parere, ciò non deve trasformarsi in un’automazione della traduzione. Il concetto di traduzione automatica, machine translation (MT) in inglese, e quelli di pre- e, soprattutto, post-editing, tanto di moda negli ultimi anni, sono in realtà frutto di esperimenti iniziati negli anni Trenta da Artsrouni e Smirnov-Trojanskij, anche se la nascita della traduzione automatica vera e propria si ha con Warren Weaver, nel 1949. Al giorno d’oggi, nell’era digitale, la diffusione di Internet ha permesso che i programmi di traduzione automatica divenissero a portata di tutti.

Google Translate, uno degli esempi più lampanti di programmi di traduzione automatica, si basa sui corpora, ovvero su raccolte di testi paralleli.

In soldoni, la traduzione automatica prevede che un testo scritto in una data lingua A venga tradotto automaticamente, immediatamente, in una data lingua B applicando un modello basato su regole, su corpora o sul contesto (ma questi dettagli sono propri della linguistica computazionale; basti sapere che Google Translate, uno degli esempi più lampanti di programmi di traduzione automatica, si basa sui corpora, ovvero su raccolte di testi paralleli, mentre i primi approcci degli anni Cinquanta si basavano su regole desunte dalla lessicografia e dalla grammatica).

Nonostante la traduzione automatica continui a essere oggetto di ricerca e di studio, come segnalato anche dalle nuove tendenze emerse dalla conferenza EMNLP 2018, tenutasi a Bruxelles lo scorso novembre, noi a OLEXICA sosteniamo con fermezza l’insostituibilità del traduttore umano e la superiorità delle traduzioni umane rispetto alla traduzione automatica. Di seguito illustreremo gli argomenti a sostegno di questa nostra tesi.

Seppure a primo acchito la traduzione possa sembrare bella e fluente, il lettore, arrivato a fine frase, rimarrà con la strana sensazione di non aver capito nulla di quello che ha letto.

Innanzitutto, occorre ricordare che i programmi di traduzione automatica, benché i loro risultati siano sempre più sviluppati, dimostrano ancora carenze sia nello stile che nella correttezza grammaticale. Un testo tradotto attraverso un programma di traduzione automatica sarà dunque, in ogni caso, approssimativo. Inoltre, seppure a primo acchito la traduzione possa sembrare bella e fluente, il lettore, arrivato a fine frase, rimarrà con la strana sensazione di non aver capito nulla di quello che ha letto.

Un turista in procinto di scegliere l’alloggio per le vacanze preferirà leggere una brochure scritta in modo approssimativo e sgrammaticato, all’apparenza fluente ma in realtà scarsamente comprensibile, o un bel testo che lo invogli e gli faccia già immaginare di essere steso sul King-Size-Bed della suite più esclusiva?

La trasmissione di emozioni e di stati d’animo rappresenta infatti un grosso problema per i programmi di traduzione automatica. Questi infatti potranno essere perfezionati quanto possibile e seguire tutte le regole del mondo, ma per ora una regola che codifichi le emozioni umane non è ancora stata trovata.

Una regola che codifichi le emozioni umane non è ancora stata trovata.

Ma non solo: riteniamo che anche nel settore tecnico e giuridico sia necessario affidarsi a un traduttore umano, poiché argomenti così delicati non possono essere lasciati alla mercé di un programma di traduzione automatica sicuramente non perfetto e con un elevato rischio di fuga di dati sensibili.

Nel settore tecnico e giuridico è necessario affidarsi a un traduttore umano, poiché argomenti così delicati non possono essere lasciati alla mercé di un programma di traduzione automatica sicuramente non perfetto e con un elevato rischio di fuga di dati sensibili.

Vogliamo ricordare dunque che la traduzione è un’attività complessa, frutto di anni di studi e specializzazioni, che non si riduce alla semplice trasposizione di parole da una lingua all’altra. Quando le aziende o i fornitori di beni e servizi vogliono raggiungere il maggior numero di clienti ed essere adeguatamente internazionalizzati, l’unica soluzione è rivolgersi a un team di traduttori umani, specializzati e madrelingua della lingua di arrivo, come quelli di cui si avvale OLEXICA.

L.G.

Fonti:

Khalilov, M., The seven trends in machine translation for 2019, 27 novembre 2018, TAUS Blog

Redazione online, Perché I traduttori automatici non riescono a fare meglio dei traduttori umani, 9 gennaio 2019, AGI cronaca