Nel nostro articolo 4 presupposti per una traduzione giurata perfetta abbiamo brevemente parlato di un aspetto molto importante: la traslitterazione dei nomi propri. Occorre adesso approfondire questa tematica, partendo dalla sua definizione e giungendo al modo in cui si differenzia dalla trascrizione. Quando è necessario applicare la traslitterazione e quando invece è meglio optare per la trascrizione?

In base alla definizione che ne dà Treccani, con traslitterazione si intende la “trascrizione di un testo secondo un sistema alfabetico diverso dall’originale”, non da un punto di vista fonetico, ma attraverso la semplice riscrittura di ogni singola lettera applicando un sistema 1:1; ciò garantisce che in ogni momento sia possibile ricostruire la grafia originale di una parola in base alla conoscenza dell’alfabeto traslitterato e di quello traslitterante. La tecnica che si basa invece sulla fonetica è detta “trascrizione”, dove appunto una parola viene riscritta in un’altra lingua in base a “come suona”.

Nella nostra esperienza di agenzia di traduzione professionale ci è capitato spesso di dover trascrivere dei nomi propri dal russo, dall’ucraino o dal bulgaro e ci siamo sempre chiesti quale sistema applicare. Per la traslitterazione delle lingue che usano l’alfabeto cirillico esiste un sistema alfabetico scientifico disciplinato dalla norma ISO 9. Benché questo sistema garantisca una totale esattezza della traslitterazione, è di difficile lettura per i non addetti ai lavori: ciò è dovuto all’utilizzo dei diacritici, cioè di particolari segni grafici che indicano la pronuncia delle consonanti, come č, š, oppure ž. Tale norma, anche se internazionale, non veniva e non viene applicata sicuramente dai consolati dell’ex URSS e della Federazione Russa, che, in fase di compilazione dei passaporti internazionali dei cittadini, facevano affidamento sulla trascrizione fonetica francese per poi passare, a livello nazionale, a quella inglese.

E qui abbiamo dunque parte della soluzione: quando ci troviamo a tradurre atti, certificati e altri documenti di natura giuridica da russo, ucraino e altre lingue che non utilizzano l’alfabeto latino (come il greco, il georgiano ma anche l’arabo e tutte le lingue orientali) richiediamo sempre al cliente di fornirci il suo nome come trascritto nel passaporto internazionale. In questo modo le autorità avranno una trascrizione univoca e identica a quella del documento di identità. Possiamo garantirvi che con questo approccio non ci sono mai stati problemi.

Quale regola applicare invece se dobbiamo trascrivere il nome di un’azienda italiana che vuole internazionalizzarsi e aprirsi al mercato russo? Trasferire il nome della propria azienda in un altro alfabeto non deve essere un’operazione improvvisata perché, appunto, il marchio dell’azienda è il biglietto da visita dell’azienda stessa e, rendendolo disponibile in un altro alfabeto, si dimostra la propria volontà a integrarsi anche nella cultura di un Paese, e non solo nel suo mercato. Inoltre, tale operazione ha anche una finalità SEO ed è un requisito legale in Cina e nei Paesi del Golfo Persico. In ogni caso, se possibile, riteniamo più efficace optare per la trascrizione del nome del marchio, cioè per ritrasmettere il suo suono con un alfabeto diverso considerando, certamente, che la trascrizione non somigli a qualche parola offensiva nella lingua di arrivo…

Trascrizione e traslitterazione non sono quindi semplici esercizi: bisogna conoscerle e sapere quale applicare sia alla traduzione giuridica, sia a quella tecnica e commerciale. Non avete però di che preoccuparvi: la traslitterazione o trascrizione del vostro nome proprio o di quello della vostra azienda sono in buone mani se vi rivolgete a un’agenzia di traduzione professionale.

Condividi:

Richiedi un preventivo

È sufficiente fotografare o scansionare il documento e poi inviarlo su WhatsApp al numero +39 324 842 3554 o via mail a hello@olexica.com. Lo esamineremo e ti invieremo un preventivo gratuito senza impegno.

Vuoi ricevere i nostri aggiornamenti direttamente nella tua e-mail?

Fonti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *